PERCHÉ LO STORYTELLING È POTENTE

Cosa significa raccontare la propria storia aziendale?
Storytelling. Dire chi sei, come lavori e soprattutto perché hai iniziato.
La storia è l’unica cosa che non si può copiare. Le storie coinvolgono e sono contenuti semplici da memorizzare.
Ci sono vari scopi. Si narra per posizionarsi, l’esempio è Harley Davidson. Si narra per vendere, per costruire un mito come è stato per Steve Jobs. Per emozionare, per rendersi memorabile e a volte anche collocare politicamente.
Lo storytelling può essere molto potente e comunicare che il brand comprende e condivide i conflitti e le difficoltà del suo pubblico. Che si impegna quotidianamente a risolverle o che ha vissuto quelle stesse esperienze. Se dovesse trovarsi in una situazione simile a quella narrata, potrebbe essere di aiuto.
Ogni storia deve essere autentica. Si tratta quasi sempre di guardare ogni passo che si è fatto per costruire quel filo conduttore che comunichi l’essenza e permetta di creare una connessione tra chi racconta e chi legge. L’uomo ricerca un gruppo al quale appartenere e nel quale identificarsi.
Come lo utilizzano i brand importanti?
Nei più importanti brand del lusso lo storytelling è molto presente e utilizzato con intensità.
Nella moda o nelle automobili è semplice distinguere le caratteristiche e la personalità, che viene poi scelta dal cliente che in quelle caratteristiche si rispecchia o sogna di rispecchiarsi. Se parliamo di Hermès pensiamo all’eleganza, se pensiamo a Dolce e Gabbana troviamo la sicilianità, un territorio fisico che diventa emotivo attraverso la sensualità che esprime.
Ray-Ban è piena espressione di se stessi, “NEVER HIDE” è il payoff che ricordo sullo sfondo dei manifesti.
ll viaggio è rappresentato da Luis Vuitton che esprime in modo forte l’aspetto aspirazionale. Comunica in modo quasi letterario quello che è viaggiare al massimo delle proprie potenzialità, distinguendosi in modo deciso dal mondo del viaggio che può rappresentare Expedia o Airbnb. Luis Vuitton ha sempre protagonisti affascinanti e carismatici per le proprie campagne in contesti da sogno, romantici, potenti.
Pensiamo alla storia affascinante del brand di occhiali Moscot, indossato da star come Johnny Depp, Woody Allen, Demi Moore. La sua storia inizia così….
“Nel 1899 Hyman Mushcot (il cui nome verrà poi cambiato in Moscot) arriva dalla Bielorussia a New York e, con un carretto di legno, inizia a vendere occhiali da lui stesso prodotti nel Lower East Side. Quel carretto è oggi lo stemma del marchio e si trova disegnato all’interno delle aste“.
Come si può scordare una bella storia?
L’obiettivo è riuscire a raccontarlo in un modo che sia emozionante e interessante per gli utenti. Lo strumento adatto va scelto di volta in volta. Può essere un artbook, uno short film, un documentario.
Quando funziona lo storytelling?
Lo storytelling, come qualunque altro strumento di comunicazione, funziona se è al servizio di un chiaro disegno legato ai core values del brand, ai suoi assets valoriali, al suo posizionamento e ha un luogo o modo più adatto alla sua espressione.
Qualunque azienda attraverso la realizzazione dello storytelling ha modo di acquisire consapevolezza di quello che vuole esprimere, dei propri valori, del proprio orizzonte, della propria identità.
Ed è da lì che io sempre parto, in modo che diventi poi un GPS che indichi la strada di tutte le future iniziative.
Ogni brand ha la sua storia da raccontare. Cosa racconto? Quando? Perché? Come? Pensate alle caratteristiche positive del vostro brand, a quali siano i suoi assets, i suoi valori, tangibili e intangibili.
Una lampada, una sedia, un orologio con una storia avranno sempre più valore di oggetti senza una storia.
Archivio fotografico: © virtosmedia, 123RF Free Images
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